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Sean Kinney (Alice in Chains): 'Lo streaming è una fregatura per i musicisti' Ci è andato giù pesante il batterista degli Alice in Chains, Sean Kinney, parlando della musica in streaming durante una recente intervista radiofonica. Alla domanda su cosa pensi di questo fenomeno, infatti, Kinney è partito a testa bassa, dicendo - fra le altre cose: "Ci sono i vari Spotify e… Leggi tutto

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pandora 13 ago 2014

Pandora Bracciali Ci è andato giù pesante il batterista degli Alice in Chains , Sean Kinney, parlando della musica in streaming durante una recente intervista radiofonica. Alla domanda su cosa pensi di questo fenomeno, infatti, Kinney è partito a testa bassa, dicendo - fra le altre cose: "Ci sono i vari Spotify e Pandora dove puoi avere accesso a quasi ogni singolo brano mai inciso al mondo. E' una cosa buona per il consumatore, ma per chiunque abbia mai registrato della musica è una fottuta fregatura".

Pandora Il batterista ha poi spiegato più approfonditamente la sua idea: "Perché, sapete, adesso la gente sta iniziando a mostrare in giro gli assegni che riceve; da 10 milioni di ascolti di una tua canzone ottieni un pagamento di 111 dollari. Viviamo in un periodo strano, bisogna sempre cercare di restare in equilibrio. E allora, praticamente, devi sperare di avere un pubblico e andare in tour per cercare di andare in pari o magari guadagnare qualcosa per campare. Ma ci sono molte spese: la benzina è cara, gli strumenti sono cari, è tutta roba che costa". E continua: "Non so davvero come affrontare questa cosa, è così. Noi continuiamo a fare come vogliamo e a suonare musica. Se arriverà il momento in cui non potremo più permetterci di muoverci - perché spendiamo molto per muoverci e non ce ne andiamo dai posti con delle valigie piene di denaro - allora semplicemente non potremo più farlo".

Pandora Bracciali A un'analisi a freddo, però, il discorso di Kinney presenta qualche punto poco chiaro. In primo luogo perché se davvero ha ricevuto 111 dollari per 10 milioni di ascolti in streaming, probabilmente è da imputare a qualche clausola dei contratti che ha firmato, visto che sia Spotify che Pandora - normalmente - pagano parecchio di più. Stando ai dati raccolti, Pandora in media paga circa 1370 dollari per un milione di ascolti - con il 40% della cifra che va agli artisti e all'etichetta, mentre il restante 60% viene suddiviso fra i detentori dei diritti di edizione, turnisti e la commissione dovuta a SoundExchanges (5%). Spotify, invece, offe cifre più elevate... quindi i 111 dollari di Kinney sono una cifra davvero irrisoria, visto che 10 milioni di ascolti su Pandora avrebbero generato, normalmente, almeno 5480 dollari sia per gli artisti che per la casa discografica.


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